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Mosche volanti

Mosche volanti o miodesopsie: come riconoscerle e trattarle

Ti è mai capitato di vedere dei puntini simili a “mosche volanti”? Tranquillo, niente paura, non sei l’unico e soprattutto hanno un nome scientifico: si tratta delle miodesopsie. Sono ombre che offuscano il nostro campo visivo e possono variare nella forma, nella dimensione e nella quantità. Continua a leggere l’articolo per approfondire l’argomento, scoprire le cause e i rimedi più utili!

Quali sono le caratteristiche delle miodesopsie?

Le mosche volanti o miodesopsie consistono in un difetto visivo che prevede la comparsa di corpi mobili, puntiformi o filiformi, visibili dal soggetto in determinati momenti della giornata. La loro genesi avviene a livello del corpo vitreo, che è la sostanza gelatinosa situata nel bulbo oculare e formata prevalentemente da collagene ed acqua.

Conosciuto anche come mosche volanti, questo disturbo viene proiettato sulla retina, rendendosi evidente nel campo visivo e provocando macchie più o meno ampie che ostacolano la normale funzionalità dell’occhio.

L’etimologia del vocabolo “miodesopsia” deriva dall’unione di due vocaboli greci, che sono “myodes” (che significa “simile a mosche”) e “opsis” (che significa “visione”). La loro caratteristica principale è quella di spostarsi con il movimento dei globi oculari, accompagnando quindi costantemente il soggetto, qualsiasi sia la sua attività. Il disturbo può manifestarsi a qualsiasi età, anche se la sua incidenza è maggiore tra i 50 e i 60 anni.

L’aspetto di queste formazioni può essere circolare, filamentoso o a ragnatela, con dimensioni che possono variare da piccoli puntini a macchie molto ampie. In alcuni casi sono presenti anche lampi di luce (fosfeni), causati dalla stimolazione retinica derivante dal corpo vitreo.

Quali sono le cause delle mosche volanti?

Questo fenomeno, che è più frequente negli anziani, spesso non dipende da cause particolari, ma soltanto dal normale invecchiamento del corpo vitreo, che con il passare degli anni tende a perdere la sua funzionalità. Il primo segnale del problema è collegato a una progressiva fluidificazione della componente gelatinosa che viene accompagnata dalla formazione di addensamenti proteici.

Sono proprio questi frammenti a bloccare il passaggio dei raggi luminosi, che una volta penetrati all’interno dell’occhio, vengono trasmessi sulla retina. Per questo motivo le miodesopsie non possono essere considerate veri e propri disturbi oculari, ma semplicemente alterazioni transitorie che in alcuni casi scompaiono spontaneamente, mentre in altri tendono a cronicizzare.

Quali sono i sintomi delle miodesopsie?

Su alcuni pazienti, le miodesopsie sono più evidenti quando fissano lo sguardo su uno sfondo chiaro e luminoso (come lo schermo del computer) oppure di fronte a una parete bianca. Infatti, la visione di questi corpi anomali viene enfatizzata dalla luce e dalle tonalità chiare.

La sintomatologia del disturbo è variabile da paziente a paziente e comporta le seguenti manifestazioni:

  • vista annebbiata durante l’applicazione ad attività visive;
  • offuscamento della visione;
  • presenza di ombre che si spostano in tutte le direzioni;
  • presenza di flash luminosi disposti nella parte periferica del campo visivo.

Per avere una diagnosi corretta, è necessario rivolgersi a un oculista, che in seguito a una visita completa può stabilire se il fondo oculare è stato danneggiato dopo il coinvolgimento di corpo vitreo e retina.

La visita oculistica per evidenziare l’eventuale presenza del disturbo

Durante una visita oculistica, lo specialista generalmente inietta una soluzione liquida all’interno del corpo vitreo, per evidenziare il numero e la localizzazione delle miodesopsie. Successivamente procede con l’esplorazione del fondo oculare mediante l’uso di lenti che ingrandiscono l’area in esame per visualizzare meglio le sue caratteristiche.

Se il paziente riferisce la visione di lampi di luce (flash luminosi), significa che le condizioni del corpo vitreo sono in parte compromesse e soprattutto è presente un rischio oggettivo di degenerazione retinica.

Il corpo vitreo è quella parte dell’occhio compresa tra retina e cristallino, il cui ruolo consiste nel mantenere la forma sferica del bulbo oculare. Per garantire una visione nitida in qualsiasi posizione, è fondamentale che esso sia trasparente, poiché la presenza di torbidità (umor vitreo opaco) è quasi sempre conseguente a fenomeni emorragici o infiammatori.

Quali sono i rimedi per le miodesopsie?

Prima di impostare uno schema integrativo efficace, è necessario stabilire il momento di esordio, la durata, il numero, la forma e le dimensioni dei corpi mobili, che possono essere monolaterali (un solo occhio) o bilaterali (entrambi gli occhi).

Si tratta comunque di un fenomeno molto comune, che transitoriamente colpisce circa il 75% delle persone. Questo significa che almeno una volta nella vita, la maggior parte degli individui ha sperimentato la sgradevole sensazione di vedere punti o filamenti fluttuare davanti agli occhi.

Non sempre la loro morfologia è identica, infatti le miodesopsie possono essere scure, luminose oppure trasparenti, e avere una distribuzione omogenea oppure concentrata soltanto in una parte dell’occhio. Quando sono accompagnate da flash luminosi, le visioni di solito durano più a lungo e lasciano una sensazione di stordimento spesso accompagnata da emicrania.

Per affrontare nel modo più corretto le mosche volanti o miodesopsie, è necessario migliorare la qualità dello stile di vita, curando con particolare attenzione il regime nutritivo e il ritmo circadiano.

Per prima cosa, è molto utile un aumento nel consumo di frutta e verdura, cibi ricchi di vitamine e sali minerali. Un valido supporto è offerto anche da gocce oculari idratanti e lubrificanti e integratori che, aumentando l’introduzione di vitamina A, vitamina E, acido ascorbico e minerali, possono migliorare l’idratazione e il trofismo del corpo vitreo, limitando l’incidenza di queste mosche volanti.

Normalmente, con un ciclo di integratori specifici, polivitaminici e multiminerali, e con l’assunzione di abbondanti liquidi, la situazione tende a normalizzarsi. L’obiettivo è infatti quello di reidratare il corpo vitreo, per un prolungato periodo di tempo che a volte può durare anche alcuni mesi. Anche se il disturbo spesso non sparisce completamente, in seguito a cicli di integratori può diminuire moltissimo, soprattutto per quanto riguarda la sua localizzazione che rimane confinata in punti in cui il visus non è alterato.

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